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Cos’è la salute sessuale?

In molti paesi – e l’Italia non fa eccezione – sessualità e affettività sono ancora un aspetto non raccontato nella vita educativa della persona. Sono gli unici bisogni biologici ed evolutivi umani a costituire un tabù nella comunicazione quotidiana. Così, in molti paesi del mondo, le persone crescono ancora non istruite, prive della quantità di informazioni di base necessarie per sapere come affrontare il bisogno o come individuare possibili problemi. Ciò impedisce la possibilità di ottenere livelli accettabili di salute sessuale.

Viene da sé: sarebbe come pretendere di avere una dieta sana senza nemmeno sapere dove procurarsi del cibo salutare e sentirsi moralmente non autorizzati a chiederlo.

Anche se l'Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme alle Nazioni Unite, ha lavorato sulle politiche di salute sessuale e riproduttiva - sigla in inglese, SRH - per decenni, molte persone ancora non sanno a cosa ci riferiamo quando parliamo di sessualità e salute sessuale.

Negli ultimi decenni del XX secolo, la comprensione accademica della sessualità e la sua relazione con la salute ha subito un cambiamento radicale a causa della pandemia dell'HIV e al mobilitarsi della comunità scientifica. Proprio da questa mobilitazione abbiamo ottenuto i primi studi ampiamente documentati sui tassi di altre infezioni sessualmente trasmesse (STI), gravidanze indesiderate, aborto non sicuro, infertilità, violenza di genere, disfunzioni sessuali e discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e identità di genere.

Di conseguenza, l'OMS, già nel 1975, dovette dare una prima definizione di salute sessuale, descrivendola come "l'integrazione degli aspetti somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell'essere sessuale in modi che arricchiscono positivamente e che migliorano la personalità, la comunicazione e l'amore". Vista la precedente mancanza di precisione scientifica, nel 2002 l'OMS ha ridefinito il concetto di "salute sessuale" che stiamo usando ancora oggi:

“La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità; non è semplicemente l'assenza di malattia, disfunzione o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, così come la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, senza coercizione, discriminazione e violenza. Affinché la salute sessuale sia raggiunta e mantenuta, i diritti sessuali di tutte le persone devono essere rispettati, protetti e soddisfatti. “

La sessualità è quindi descritta come:

“La sessualità è un aspetto centrale dell'essere umano per tutta la vita e comprende sesso, identità e ruoli di genere, orientamento sessuale, erotismo, piacere, intimità e riproduzione. La sessualità è sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, credenze, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Se la sessualità può includere tutte queste dimensioni, non tutte vengono sempre sperimentate o espresse. La sessualità è influenzata dall'interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, etici, legali, storici, religiosi e spirituali. ”

Come è chiaro da questo, la definizione di sessualità è molto più ampia di quello che ci si potrebbe aspettare. Iniziare con politiche dall’approccio positivo - le cosiddette politiche sex positive - in materia di sessualità ha avuto un grande successo nel mitigare problematiche importanti come il tasso di utilizzo dei contraccettivi, che è aumentato dal 55,6% nel 2000 al 61,2% nel 2013 nell'area europea, o il tasso di aborto, che "è sceso da 489 aborti per 1000 nascite a 228 nel 2013".

Le sfide contemporanee

Tuttavia, ci sono ancora molte sfide per la SRH (Sexual and Reproductive Health) con cui i popoli europei stanno ancora lottando. Possiamo citarne alcune direttamente dalle schede informative sugli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi alla salute sessuale e riproduttiva.

Inoltre, secondo il Report 2019 del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, la Liguria si colloca sempre fra le prime 10 regioni italiane per il numero di diagnosi di AIDS tra la popolazione, con la provincia di Genova di gran lunga prima rispetto alle altre province della regione.

I fondi istituzionali destinati alla formazione del personale medico e sanitario relativamente alla salute sessuale sono ancora molto scarsi, nonostante l’OMS abbia emesso diverse call to action in tal senso. L’Organizzazione ha persino messo a disposizione del pubblico delle forti linee guida sulla Brief Sexuality Comunication; tali linee guida sono nate con lo scopo di evitare, nella breve conversazione che si svolge nei momenti di colloquio, stigmatizzazione e senso di disagio nella persona che si rivolge al servizio sanitario per motivi di natura sessuale.

Il personale ASL a livello locale, regionale e nazionale ha purtroppo ancora molti problemi, sia nella comunicazione che nella conoscenza della diversità delle problematiche sessuali.

Cosa possiamo fare noi? Il Sextival

Il Sextival è un evento volto a creare dibattito, informazione e aggregazione attorno ai problemi e alle questioni relative alla salute sessuale. Rifacendosi alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), vuole colmare il divario tra la realtà del nostro territorio e l’attuale definizione di salute sessuale e i relativi diritti sessuali.

L’evento si svolgerà a Rapallo (GE), a San Pietro, in due giornate (25 e 26 giugno 2022) in cui creare un ambiente di discussione aperto, non giudicante, sicuro ed inclusivo, sia per coloro a cui il tema risulti essere completamente nuovo, sia per chi, per motivi di lavoro o di vita personale, ha già a cuore molte o alcune delle tematiche del Sextival.

L’obiettivo è duplice: da una parte si intende dare voce alle realtà italiane e, ancor più, del nostro territorio che già si occupano del tema della salute sessuale, che siano esse associazioni, educatrici ed educatori, rappresentanti della sanità pubblica, artisti e liberi professionisti; dall’altra, si vuole organizzare un evento che possa essere divertente, piacevole e aggregativo, non solamente scolastico o seminariale, in modo da stimolare una socialità genuina tra persone con bagagli culturali ed esperienziali differenti attraverso l’organizzazione di workshop, musica dal vivo, spettacoli di intrattenimento e momenti di convivialità.